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09 Giu

IL PICCOLO PRINCIPE (2015)

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Nel 2015, anno in cui l’opera diventa Patrimonio dell’Umanità, CATHERINE SPAAK riporta in teatro, e in estate nelle location adatte, IL PICCOLO PRINCIPE, l’immortale capolavoro di Antoine de Saint-Exupery.
Ad affiancare sul palco l’Attrice durante il reading, il pianista GIGI RIVETTI ed un pittore.
Il pubblico assisterà ad uno spettacolo emozionante ed elegante, della durata di 80 minuti senza pausa, durante il quale l’Attrice interpreterà la sua personale riduzione del testo originale, approvata dalla storica casa editrice Galimard.

LO SPETTACOLO

Un reading musicale di grande impatto in cui i momenti recitati si alterneranno a interventi musicali che spazieranno dal POP, alla MUSICA CLASSICA, passando per sonorità etniche e per composizioni inedite. Il tutto condito con la presenza in scena di un pittore che in 80 minuti rappresenterà il PICCOLO PRINCIPE. L’opera d’arte, autografata dal pittore e da Catherine Spaak, verrà donata di volta in volta ad una associazione benefica stabilita dal produttore, in accordo con l’organizzatore.

IL TOUR

La produzione è disponibile a valutare la realizzazione di alcune rappresentazioni estive in location idonee.Il tour continuerà poi in autunno nei teatri di tutta Italia (stagione 2015/2016).

CONTATTI/BOOKING

Per maggiori dettagli/informazioni/richiesta disponibilità di date:

EL PARDO MANAGEMENT: +39 331.7619448  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI: http://www.facebook.com/ilpiccoloprincipe.catherinespaak

Il piccolo principe

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Catherine Spaak legge "Il Piccolo Principe"


"Le Petit Prince" di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicato la prima volta nel 1943, viene considerata una tra le opere letterarie più celebri del XX secolo. Tradotto in più di 180 lingue, stampato in oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, "Il Piccolo Principe" è forse il libro più venduto della storia.
L'elegante voce-recitante di Catherine Spaak, da vita ad una atmosfera adeguata al capolavoro di Saint-Exupéry.  Catherine Spaak sarà accompagnata da Massimo Mercelli (direttore artistico dell’Emilia Romagna festival) al flauto, Corrado De Bernart al pianoforte, Matteo Cremolini alla chitarra, Michele Chiapperino (primo violoncello dell’accademia nazionale di Santa Cecilia) al violoncello. Disegno luci di Maurizio Fabretti, noto per i suoi lavori al teatro Sistina di Roma. Musiche originali di Luis Bacalov, Maurizio Fabrizio, Philip Glass, Krzysztof Penderecki.

ATTENZIONE: VISITA LA PAGINA DELL'EDIZIONE 2015 DE "IL PICCOLO PRINCIPE"

Edith Piaf

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Catherine Spaak racconta Edith Piaf

Il filo conduttore attraverso cui viene raccontata la grandissima cantante francese è l’immensa ed insospettabile fragilità, dalla quale consegue la sua dipendenza da uomini, per la maggior parte freddi, calcolatori, approfittatori, ai quali lei dava incondizionatamente tutta se stessa, per poi accorgersi di aver preso abbagli, subendo cocenti delusioni. A tutti comunque, ha sempre regalato grandi occasioni per raggiungere il successo, sia che fossero musicisti, parolieri, cantanti o futuri attori.

Catherine Spaak con Storie parallele ci racconta Edith Piaf: artista sensibilissima, dall’inconfondibile e straordinaria voce.
Il filo conduttore attraverso cui viene raccontata la grandissima cantante francese è l’immensa ed insospettabile fragilità, dalla quale consegue la sua dipendenza da uomini, per la maggior parte freddi, calcolatori, approfittatori, ai quali lei dava incondizionatamente tutta se stessa, per poi accorgersi di aver preso abbagli, subendo cocenti delusioni. A tutti comunque, ha sempre regalato grandi occasioni per raggiungere il successo, sia che fossero musicisti, parolieri, cantanti o futuri attori. Yves Montand , infatti, le deve la sua iniziazione ai grandi palcoscenici parigini, accanto a lei in cartellone, oltre ai primi importantissimi passi nel mondo del cinema. Per Charles Aznavour, invece, è stata l’insegnante più importante e l’ispiratrice di futuri suoi successi mondiali. Ma il suo grande, unico amore fu Marcel Cerdan, probabilmente perché tragicamente scomparso nel momento più intenso della loro relazione, lasciandole un vuoto incolmabile ed accrescendo così la sua incapacità di convivere con la solitudine sentimentale.

Immagini inedite, filmati d’epoca durante recital dal vivo, qualche frammento delle sue canzoni più celebri cantate in scena (La vie en rose, J’men fous pas mal), alcuni testi tradotti in italiano, molti episodi della sua vita raccontati, consentono di scoprire il vero universo di quella che per tutti è e rimarrà semplicemente la Piaf (nomignolo parigino che sta ad indicare un passerotto).

Si chiamava in realtà Jeanne Gassion ed era nata nel dicembre 1915. E stata la maggiore chanteuse réaliste francese tra gli anni ’30 e ’60. Di origini sfortunate, la cantante aveva vissuto la propria infanzia nella miseria dei quartieri di Belleville. La leggenda vuole che sua madre - una canzonettista di caffè concerto di origine italiana - l’avesse partorita per strada, aiutata da un poliziotto francese. 
Il suo debutto avvenne nel 1935, ma è del 1937 il primo contratto importante con il Teatro dell’ABC. Con la sua voce variegata e caleidoscopica, capace di mille sfumature, la Piaf anticipò di oltre un decennio quel senso di ribellione e di inquietudine che incarneranno poi gli artisti intellettuali della rive gauche di cui faranno parte Juliette Greco, Camus, Queneau, Boris Vian, Vadim.



Quello che colpiva chi la sentiva cantare è che nelle sue interpretazioni sapesse usare di volta in volta toni aggressivi e acidi, sapendo magari passare, subitaneamente, ad inflessioni dolci e venate di tenerezza, senza dimenticare un certo spirito gioioso che solo lei era in grado di evocare. Ormai lanciata nell’empireo delle grandi attraverso il suo secondo impresario, il temibile Raymond Asso, conobbe il poliedrico genio di Cocteau che per lei scrisse Le Bel indifférent. Militante contro la Gestapo durante la guerra, conquistò la Francia con Le vagabond, Le chasseur de l’Hôtel, Les Historie du coeur, Pour deux sous d’amour e soprattutto con La vie en rose, uno dei maggiori successi discografici del dopoguerra, scritto e composto da lei; senza dimenticare il successo mondiale di Non, je ne regrette rien.

Attrice in una decina di film, tra cui Milord e Les amants de demain, Edith Piaf morì l’11 ottobre 1963.

“Da tempo - spiega Catherine Spaak, che ha curata lei stessa la regia di questo spettacolo - desideravo rendere omaggio a personalità francesi che hanno lasciato un segno forte nell’arte, nella musica e nella letteratura della nostra epoca. Questo non solo perché il loro genio mi ha profondamente toccato, ma anche perché, per un capriccio del destino, appena adolescente ho avuto l’immensa fortuna di conoscere alcuni di loro. Nel caso di Edith Piaf, a lei devo la creazione del mio immaginario sentimentale: le sue canzoni mi aprirono gli occhi sul mistero delle attrazioni fatali, la passione, le inquietudini affettive. Per raccontare il suo percorso di vita e la sua arte ho scelto un allestimento scenico essenziale ma fortemente simbolico, consentendo al pubblico di far affiorare il proprio immaginario, guidato dai filmati e dalle immagini scelte, dalla mia voce e dalla sua musica”. 
 



  • Catherine Spaak in 
Storie Parallele – 
Reading teatrale dedicato a Edith Piaf
  • Musiche dal vivo: Matteo Cremolini
  • 
Immagini: Pierluigi Iviscori

  • Luci: Maurizio Fabretti

  • Regia: Catherine Spaak

I VIDEO

La vie en rose

Je m'en fous pas mal

L'inno all'amore

Vivien Leigh

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CATHERINE SPAAK
V i v i e n L e i g h
L’Ultima Conferenza Stampa
“Vivien Leigh - The Last Press Conference”
di MARCY LAFFERTY
Traduzione e adattamento CATHERINE SPAAK

“Dopo due anni di tour negli Stati Uniti, lo spettacolo di
Marcy Lafferty torna a Broadway; in Europa andrà in scena
prima in Italia, poi in Spagna e Francia”
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V I V I E N L E I G H – L’ U L T I M A C O N F E R E N Z A S T A M P A

LO SPETTACOLO
Vivien Leigh fa parte di tutti noi, o meglio, la sua Scarlett O’Hara – per noi Rossella – appartiene ad un’immagine, un’emozione, qualcosa di intenso che è parte della nostra vita.
Vivien è Rossella, , come nella maturità sarà Blanche in “Un tram che si chiama desiderio”, ma lei è soprattutto una fiamma, un fuoco che brucia e che si consuma inesorabilmente. “Vivien Leigh - L’Ultima Conferenza Stampa” è la storia prodigiosa della sua vita e della sua carriera di grande interprete cinematografica e teatrale; una conferenza stampa rilasciata mentre era già malata di tubercolosi, poche settimane prima di morire nel 1967.
In teatro, sede di questo incontro con i giornalisti, è lei stessa a tracciare il suo percorso, senza reticenze, fino all’ultimo, non arretrando davanti alla devastazione dalla sua follia, di cui è consapevole. “Io non fingo mai; dico quel che penso e penso quel che dico. Sono in parte moralista e in parte anticonformista. Oscillo tra felicità e tristezza e sono pronta ad accettare le conseguenze delle mie azioni”.


Vivien non sa mentire, neanche a se stessa e guarda il pubblico negli occhi. Forte, fiera, ribelle, determinata, ma anche fragile e vulnerabile allo stesso tempo. Racconta la sua passione per il teatro, l’unico capace di darle pace, gioia ed equilibrio; parla del suo profondo legame con Lowrence Olivier, straordinario attore che fu suo marito e compagno di lavoro. Alle sue spalle compaiono immagini sfuocate. Con un fazzoletto macchiato di sangue, stretto nella mano, agita disordinata i suoi ricordi, rivivendo le sue emozioni, grandiosa e commovente.

NOTE DI REGIA
“Per me Vivien rappresenta in assoluto e nel modo migliore l’attrice. Non solo perché un’eccellente interprete, ma perché capace di incarnare l’essenza della rappresentazione. Possedeva il sottile, impalpabile dono che consente la comunicazione tra superficie e profondità e permette all’oscuro inespresso di venire alla luce per accecare. Lei rendeva istintivamente reale la dimensione del “sentire”, travolgendo il proprio equilibrio e facendosi carico di un bagaglio di
inquietudine con sconcertante naturalezza. Nella vita era capace di tutto: del meglio e del peggio, ma sempre con un’eleganza ed una grazia incommensurabili. Immedesimarsi in lei è complesso, frutto di estrema concentrazione e perenne sperimentazione. Lo spettacolo galleggia in un vuoto vibrante di energia e insospettabile libertà.
Questo significa per me il teatro: condivisione di emozioni”.
Catherine Spaak
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V I V I E N L E I G H – L’ U L T I M A C O N F E R E N Z A S T A M P A

Catherine Spaak
Per il cinema, ha girato come protagonista quasi 100 films, con l'attribuzione della Targa d'Oro ai David di Donatello nel 1964. Ha lavorato in Francia, Italia, Spagna, Germania e USA girando con grandi registi come Monicelli, Risi, Comencini, Steno, Lattuada, Bolognini, Salce, Mastrocinque, Becker, Verneuil, Festa
Campanile, Magni, Damiani, Argento, Ferreri, Loy e Vadim, accanto ad interpreti italiani come Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi, Salerno, Sordi, Proietti, Stoppa, Randone, Cardinale, Lisi, Vitti ed importanti nomi internazionali come Belmondo, Moore, Malden, Fonda, Leroy, Trintignant, Van-Cleef,
Brialy e Borgnine. In teatro inizia a lavorare fin dal 1969 andando in scena in molti spettacoli, spaziando dalla prosa al musical, dalla commedia al “reading teatrale”, sempre con ruoli da protagonista. Dalla seconda parte degli anni '80 incrementa l’attività in ambito televisivo, sia come presentatrice di format di successo (fra tutti "Harem" ideato e poi condotto per 16 edizioni), sia come interprete di molte fictions per la tv.

Autore - Marcy Lafferty
Marcy Lafferty is an American actress, famous for her participation to over than 50 international movie and tv productions. She is also known as a playwright, especially for her play "Vivien Leigh: The last press conference” in which she starred in the United Kingdom: London's West End Jermyn Street Theatre, The King's Head Theatre,…. in the United Stated: New York City: Peter Norton Symphony Space – Los Angeles: Tiffany Theaters – and also in American regional theaters such as Madison County Playhouse (Georgia) or Theatre Lab Houston (Texas). A French production of the play is scheduled in Paris in the Fall 2009 at the Comédie des Champs-Elysées starring Caroline Silhol who also translated the play into French. "A special recognition of John Edw. Blankenchip professor emeritus of Festival Theatre USA-USC' my mentor as a very young actress and the gentleman who not only encouraged me to write the play after seeing the short subject film but who directed and designed it as well". Marcy Lafferty wrote, directed and perfomed in her short subject film “Vivien”: The movie, the marriage, the madness.

Luci - Maurizio Fabretti
Inizia nel '77 al Teatro Sistina di Roma come collaboratore di palcoscenico per Garinei & Giovannini, poi nel ‘79 con la compagnia di Gino Bramieri. Nel ‘85 diventa capo elettricista in "Sono momentaneamente a Broadway" con Bramieri. Nel ‘86 firma le luci di "Semplicemente Faust" al festival di Benevento e con la cooperativa "Attori e Tecnici" è in tour in Argentina, Jugoslavia, Bulgaria, Ungheria e Unione Sovietica. Nel ‘91 lavora a Boston, Houston e New York con Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierre con "Le cirque imaginaire". Per loro realizza le luci di "Le cirque invisibile" nel 2000 e 2001 (Copenaghen, Amburgo e Inghilterra). Nel ‘93, ancora per Garinei & Giovannini, realizza tutti gli spettacoli del Sistina e altri per Proietti, Lizzani e Alexander Galin,. Nel ’06, con Pietro Sperdut,i realizza le luci di 2 opere liriche al Rossini Opera Festival, lo spettacolo di Catherine Spaak “Storie Parallele”. Nel ‘07 lo show musicale di Massimo Ranieri; nel ’08 firma il disegno luci dello spettacolo “Poveri ma belli”.

Musiche - Matteo Cremolini
Diplomato con il massimo dei voti e la lode in chitarra preso il Conservatorio di Musica "G.Puccini" della Spezia dove ha studiato anche composizione. Ha svolto una intensa attività concertistica sia come solista che in diverse formazioni cameristiche, in particolare la formazione “Trio Ricercare”, con la quale ha suonato nei più prestigiosi teatri Europei (Carlo Felice di Genova, la Sala Chopin di Varsavia, la Cappella Cracoviensis di Cracovia, il MusikHalle di Amburgo, il Teatro National di Lisbona, il Teatro Nazionale di Dublino). Ha ottenuto diversi premi, in Italia ed all’estero, tra i quali il concorso Nazionale di Stresa, il Concorso Internazionale di Musica d’Illzach, il concorso nazionale GMI e la selezione ARAM. Ha scritto musiche per films naturalistici in programmazione nei più importanti canali tematici. Nel 2006-08 è stato impegnato nel tour “Storie Parallele – Edith Piaf” con Catherine Spaak. Nel ‘08 ha realizzato le musiche dello spettacolo "I Have a Dream" (con Marialaura Baccarini) che ha debuttato al prestigioso "Asti Teatro".

Le foto di scena

La rassegna stampa



 

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